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Il Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana dell’Università “Aristotele” di Salonicco è stato fondato nel 1961.
Nel Dipartimento si studia la lingua e la letteratura di una nazione con la quale la Grecia ha avuto, lungo tutto l’arco della propria storia, un fitto e ininterrotto scambio di reciproci influssi culturali e ambientali, dei quali restano piene vestigia non solo nella letteratura, ma in molti casi anche nel costume del nostro paese. La loro conoscenza pertanto può tornar utile oltre che allo specialista, anche allo studente di Filologia moderna.
L’insegnamento della lingua, che si avvale di lettori spesso di madrelingua, si svolge per gradi durante gli otto semestri del corso, partendo da un livello necessariamente elementare che raggiunge nell’ultimo semestre risultati apprezzabili.
I corsi di letteratura partono dal Medioevo e di solito si dividono in una parte di storia letteraria, variamente articolata per secoli, per generi letterari, problemi critici o segmenti tematici, secondo la sensibilità o la formazione del docente, e in una lettura critica e sperimentale dei testi relativi, che comporta ovviamente anche un discorso metodologico. A questo va aggiunto lo studio del contesto storico-ambientale (storia, politica, geografia, arte, ideologie, costume), indispensabile per riempire in qualche modo la carenza –spesso assoluta– di informazioni nel precedente curriculum scolastico dei discenti.
Malgrado le precarie condizioni di lavoro in cui è costretto, bisogna dire che l’italianismo greco è oggi fiorente e ha dato contributi non indifferenti a livello internazionale.
Esso è andato sviluppando una propria personalità, riconoscibile nell’uso più aggiornato degli strumenti critici e articolata in una vasta gamma di interessi, che vanno dal Medioevo al Rinascimento, all’Ottocento e all’Età contemporanea. Va lamentato semmai il fatto che alla presenza di Corsi di Laurea non corrisponda nella scuola una situazione adeguata, che si ponga come vivaio capace di fornire elementi indispensabili per uno studio di grado superiore. Ne consegue che proprio la mancanza o la scarsità di sbocchi professionali teneva a privilegiare un tipo di ricerca scientifica, indubbiamente preziosa alla formazione critica, ma che non favorisce certo la collaborazione e l’interscambio con la scuola.
Sia come specializzazione che come disciplina afferente, nell’ambito di tutti i Corsi di Laurea della Facoltà di Lettere, Lingua e Letteratura Italiana può avere una duplice funzione, professionale e comparatistica, servendo, in secondo aspetto, come complemento necessario a una razionale preparazione in Filologia moderna. Ma è evidente che lo sbocco professionale primario è l’insegnamento della lingua, anche se la mancanza di cattedre nelle scuole medie toglie prospettive di lavoro ai giovani.
Altro sbocco professionale sarebbe quello della traduzione, a tutti i livelli, sia presso l’editoria che presso i vari enti statali e privati. Ma anche questo settore attende una migliore disciplina sindacale.
Il Presidente del Dipartimento
Febo Ghicopoulos
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